
La Porometria a flusso capillare, nota anche come la tecnica di espulsione di liquidi, utilizza il semplice principio della pressione di un gas per forzare un liquido bagnante fuori dai pori passanti presenti in un campione. I pori passanti sono semplicemente quelli che vanno da un lato all’altro di un campione. La pressione alla quale i pori si svuotano è inversamente proporzionale alla loro dimensione, quindi pori grandi necessitano di una pressione inferiore rispetto ai più piccoli. Anche il flusso volumetrico del gas attraverso i pori svuotati viene misurato. La dimensione dei pori è calcolata utilizzando l’equazione di Washburn:
d=4cosγθ/p
Il poro più grande da svuotare (alla pressione più bassa alla quale il flusso può essere rilevato) definisce il cosiddetto “punto di bolla”. Dopo che tutti i pori sono stati svuotati (fino alla massima pressione ottenibile) durante la misura “umida” , viene eseguita una seconda analisi “a secco” sullo stesso campione. Dalla serie completa dei dati possono essere calcolati diversi parametri di dimensione dei pori relazionati al flusso, distribuzioni delle dimensioni dei pori e permeabilità ai gas.
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